PARERE

Dettaglio parere dell'Avv. Maurizio Villani in materia fiscale e tributaria

05/03/2005

Aderiva al condono tombale ai sensi della legge 413/91 (anni '85-'90) ritenendo di non dover versare l'imposta per gli anni '88, '89 e '90 in quanto esonerato dalle D.A.

Quesito

Gent.mo Avv.Villani, un mio cliente aderiva al condono tombale ai sensi della legge 413/91 (anni '85-'90) ritenendo di non dover versare l'imposta per gli anni '88, '89 e '90 in quanto esonerato dalle D.A..

A seguito di liquidazione, l'ufficio Imposte Dirette provvedeva ad iscrizione a ruolo consegnato il 15/12/1997 e notificato il 29/4/2000.

Proposto ricorso dal contribuente alla C.T.P., in data 22/2/2001 la stessa lo accoglieva ritenendo trascorso il termine perentorio di 5 anni per la notifica.

Il contribuente proponeva appello alla C.T.R. e nelle more, dietro invito dell'Agenzia delle Entrate, aderiva alla chiusura liti pendenti art.16 l.289/02 versando il 50% dell'imposta contestata (decisione C.T.R. del 17/10/02 depositata il 03./02/03.

In data 19/1/05 l'ufficio che invitava il contribuente ad aderire all'art.16 l.289/02 notifica rigetto dell'istanza in quanto la definizione si riferisce ad Irpef scaturente dalla l.413/91.

Contattato l'ufficio, lo stesso ci informa che la circolare n.12/E al punto 11.3.6 prevede l'esclusione per chi ha usufruito di precedenti definizioni agevolate.

Premesso
- che le circolari vincolano esclusivamente gli uffici centrali a quelli periferici;
- che chi ha proposto l'adesione è lo stesso ufficio che ora rigetta l'istanza;
- che si ritiene abbia ragione la C.T.P. per quanto attiene i tempi di notifica.

Le si richiede il rimedio da adottare confidando nella Sua esperienza.

Prov. Napoli

Parere

Egr. Dottore, in merito al quesito che mi ha posto, Le preciso che, secondo me, la rigida interpretazione ministeriale non è conforme alla volontà ed allo spirito del legislatore, che con l’art. 16 della legge n. 289 del 27/12/2002 ha voluto definire tutte le controversie pendenti, indipendentemente dal contenuto delle stesse.

In ogni caso, Le consiglio di proporre tempestivo ricorso alla Commissione Tributaria Regionale presso la quale pende la lite originaria, ai sensi e per gli effetti dell’art. 16, comma 8, legge n. 289 cit..

Oltretutto, anche se la succitata disposizione è assurda perché obbliga il contribuente a proporre un ricorso in sede di appello saltando un grado del giudizio, Le consiglio di rispettare scrupolosamente la suddetta norma, anche perché, ultimamente, la Corte di Cassazione – Sez. Tributaria – con la sentenza n. 3427 del 21/02/2005 (in Il Sole 24-Ore del 23/02/2005, con un articolo di commento di Antonio Criscione) ha ritenuto legittima la suddetta disposizione, tenuto conto della specificità del giudizio tributario e della insindacabile discrezionalità del legislatore.

Distinti saluti