PARERE

Dettaglio parere dell'Avv. Maurizio Villani in materia fiscale e tributaria

05/05/2005

Ricorso alla competente Commissione tributaria facendo presente la rinuncia all'eredità – parte II

Quesito

Egr. avvocato, mi scusi se insisto circa il quesito che Le ho formulato ieri (parere: Ricorso alla competente Commissione tributaria facendo presente la rinuncia all'eredità – parte I).

Desidererei avere un ulteriore chiarimento circa la cartella di pagamento intestata solo a nome di mio padre (de cuius).

Noi eredi (rinuncianti) abbiamo la legittimazione ad impugnare tale cartella?

E a che titolo?

Non ho parole per ringraziarLa per la Sua infinita disponibilità.

saluti.
Prov. Bari

Parere

Gentile Dott.ssa, Le ribadisco quanto già chiarito ieri, e cioè che gli eredi hanno titolo per impugnare la cartella esattoriale soprattutto per evidenziare la loro estraneità al rapporto giuridico in quanto hanno rinunciato all'eredità stessa.

Inoltre, sulla specifica materia, la Corte di Cassazione ha stabilito i seguenti principi:

1) l'avviso di accertamento intestato al contribuente deceduto è validamente notificato al suo domicilio fiscale tutte le volte in cui gli eredi non abbiano dato comunicazione all'ufficio, ai sensi e per gli effetti dell'art. 65, comma 2, D.P.R. n. 600/1973, delle proprie generalità e del proprio domicilio fiscale ovvero tutte le volte in cui, pure in mancanza di tale comunicazione, l'ufficio sia comunque a conoscenza della circostanza della morte del contribuente (nel qual caso, la notifica è efficacemente effettuata impersonalmente e collettivamente agli eredi stessi nell'ultimo domicilio del defunto); in tal senso, Sez. Trib., sentenza n. 13504 del 15/09/2003; n. 7494/94, in Guida Normativa del Sole24Ore di lunedì 06 ottobre 2003, pag. 34;

2) l'avviso di accertamento intestato ad un contribuente deceduto, notificato allo stesso nell'ultimo domicilio, nonché la stessa notificazione dell'avviso, sono affetti da nullità assoluta ed insanabile, atteso che, a norma dell'art. 65 D.P.R. n. 600/1973, l'atto impositivo intestato al dante causa può essere notificato nell'ultimo domicilio di quest'ultimo solamente indirizzando la notifica agli eredi collettivamente ed impersonalmente e purché questi, almeno 30 giorni prima, non abbiano comunicato all'ufficio delle imposte del domicilio fiscale del de cuius le proprie generalità ed il proprio domicilio fiscale; una siffatta irregolarità di notifica, infatti, incide sulla struttura del rapporto tributario, il quale non è evidentemente configurabile nei confronti di soggetti inesistenti (in tal senso, Corte di Cassazione, Sez. Trib., sentenza n. 11447 dell'01/08/2002, in Corriere Tributario IPSOA n. 48/2002, pagg. 4397-4402, con l'interessante nota di commento di Barbara Ianniello).

Distinti saluti.